Verifica di un Ente Giuridico

La procedura di verifica di organizzazioni no profit, enti pubblici e privati permette di avviare raccolte fondi trasparenti ed accettare donazioni in bitcoin.

 

Cos’è la verifica di un ente giuridico?

La verifica di un ente giuridico è la procedura che permette di accertare l’identità e la posizione geografica di un account che rappresenta un ente pubblico/privato iscritto ad Helperbit.

 

A cosa serve la verifica di un ente pubblico/privato/no profit?

In Helperbit siamo attenti a controllare l’identità del soggetto giuridico che si sta iscrivendo, poichè nel mondo digitale è più semplice effettuare una sostituzione di persona.
L’utilizzo quindi di una procedura di verifica è fatta per proteggere gli utenti stessi ed evitare che dei truffatori possano operare in modo fraudolento sulla piattaforma.

 

Quali sono i vantaggi?

Il completamento della verifica di un soggetto giuridico è obbligatorio per tutti gli utenti che rientrano in questa categoria e dà accesso a tutte le funzionalità di Helperbit, quindi la possibilità di creare raccolte fondi trasparenti e portafogli bitcoin sicuri in cui veicolare le donazioni.

Dal punto di vista del donatore, gli individui sono consapevoli che solo ed esclusivamente gli enti che hanno completato la verifica sono visibili sulla piattaforma e dunque possono donare con maggiore tranquillità.

 

Quali sono le procedure per completare la verifica?

Vengono analizzati 3 aspetti:

  • conformità dell’ente alla policy della piattaforma;
  • verifica dell’identità di chi amministra i fondi raccolti;
  • verifica delle informazioni legate al soggetto giuridico;

Le procedure si differenziano in base alla tipologia di ente giuridico.

  • Organizzazioni no profit: questa categoria include le Associazioni no profit, le Fondazioni e le Organizzazioni non governative. E’ richiesto che tali enti siano apolitici, siano riconosciuti dallo Stato di appartenenza e che siano focalizzati su aspetti sociali. Oltre al completamento del proprio profilo pubblico, i documenti richiesti sono:
    • Statuto
    • Verbale dell’ultima assemblea di elezione di un organo direttivo
    • Certificazione di un Responsabile che nomina gli Amministratori dei fondi raccolti.
      Questo documento deve contenere le seguenti informazioni:
      • Generalità dell’Amministratore (1) dell’Account Organizzazione 
      • Generalità degli Amministratori (3) dei portafogli bitcoin 
      • Email degli Amministratori

I 3 Amministratori dei portafogli devono poi crearsi 3 account individuali e ciascuno deve fornire il proprio Documento d’Identità. I portafogli bitcoin creati da questa tipologia di utenti sono multifirma (3 di 4), con 3 chiavi d’accesso in mano all’organizzazione ed una ad Helperbit, come backup. Qui la guida di approfondimento delle caratteristiche dei portafogli bitcoin.

Per completare la verifica geografica viene inviata una lettera fisica con un Codice Univoco (OTC) che l’organizzazione inserisce in un apposito form nel proprio profilo.

Vuoi registrarti come Organizzazione no profit? Iscriviti in pochi passaggi.

 

  • Enti Pubblici: questa categoria include Scuole, Università, Ospedali, Comuni e tutti gli enti di natura statale. Rientrano in questa categoria anche Scuole, Università ed Ospedali privati ufficialmente riconosciuti dallo Stato in cui hanno sede. La procedura è simile a quella per le organizzazioni no profit ed i documenti richiesti sono:
    • Statuto dell’ente
    • Verbale dell’ultima assemblea di elezione di un organo direttivo
    • Certificazione di un Responsabile che nomina gli Amministratori dei fondi raccolti.
      Questo documento è precompilato e deve contenere le seguenti informazioni:
      • Generalità dell’Amministratore (1) dell’Account Ente 
      • Generalità degli Amministratori (3) dei portafogli bitcoin 
      • Email degli Amministratori

I 3 Amministratori dei portafogli devono poi crearsi 3 account individuali e fornire per ognuno il proprio Documento d’Identità. I portafogli bitcoin creati da questa tipologia di utenti sono multifirma (3 di 4), con 3 chiavi d’accesso in gestione all’ente ed una ad Helperbit, come backup. Qui la guida di approfondimento delle caratteristiche dei portafogli bitcoin.

Per completare la verifica geografica viene inviata una lettera fisica con un Codice Univoco (OTC) che l’ente inserisce in un apposito form nel proprio profilo.

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  • Aziende: questa categoria comprende tutte le entità giuridiche con fini di lucro. Oltre al completamento del proprio profilo pubblico, i documenti richiesti sono:
    • Documento d’Identità dell’Amministratore Delegato/Rappresentante Legale
    • Visura Camerale

Non è richiesta la creazione di ulteriori account. I portafogli bitcoin creati da questa tipologia di utenti sono multifirma (2 di 3), con 2 chiavi d’accesso in gestione all’azienda ed una ad Helperbit, come backup. Qui la guida di approfondimento delle caratteristiche dei portafogli bitcoin.

Per completare la verifica geografica viene inviata una lettera fisica con un Codice Univoco (OTC) che l’azienda inserisce in un apposito form nel proprio profilo.

Vuoi registrarti come Azienda? Iscriviti in pochi passaggi.

 

Come vengono gestiti e conservati i dati ricevuti?

Per noi la privacy degli utenti è un valore molto importante. Per quanto riguarda gli Amministratori di un ente giuridico, ciascun Amministratore può modificare le impostazioni riferite alla visualizzazione pubblica dei propri dati attraverso il proprio Account.
I dati pubblici riferiti a Organizzazioni, Enti ed Aziende non sono invece modificabili e rimangono pubblici, al fine di offrire la maggior trasparenza possibile a tutti gli stakeholder.

Per maggiori informazioni consultare la pagina Privacy Policy.

Verifica e Trust Level di un singolo utente

La procedura di verifica dell’identità e posizione geografica dei singoli utenti iscritti ad Helperbit permette ai cittadini di essere aiutati in caso di calamità naturale, ricevendo donazioni dirette.

 

Cos’è la verifica di un utente singolo?

La verifica di un individuo (utente singolo) è la procedura che permette di accertare l’identità e la posizione geografica di una persona fisica iscritta ad Helperbit.

 

A cosa serve la verifica di un individuo?

La verifica di un singolo individuo è un processo facoltativo, a discrezione dell’utente. Esistono diversi livelli di verifica, a cui corrisponde un corrispettivo trust level.
Il completamento di questo passaggio permette ai donatori, in caso si presenti una calamità,  di sapere con un livello di certezza proporzionale al trust level che un utente vive in prossimità dell’area colpita e che quindi molto probabilmente necessita di aiuto. La procedura è divisa su più stadi ed è volta ad impedire ai truffatori di raccogliere donazioni non legittime.

 

Quali sono i vantaggi?

Per chi dona: aiutare direttamente chi è stato realmente colpito da una calamità naturale.
Per chi riceve: la possibilità di essere inseriti automaticamente nella lista dei possibili beneficiari colpiti da un evento catastrofico immediatamente dopo l’avvenuta calamità.

 

Quali sono le procedure per completare la verifica?

Vengono analizzati due aspetti: Verifica dell’identità e verifica della posizione geografica.

  • Verifica dell’identità: ci sono diversi strumenti per verificare la propria identità, ognuno con un corrispondente punteggio. Le modalità possibili, ordinate per affidabilità crescente, sono:
    • Autocertificazione (inserimento manuale delle informazioni personali)
    • Connessione ad uno o più account social
    • Invio di un Documento d’Identità
  • Verifica della posizione geografica. Gli strumenti disponibili per questo passaggio, ordinati per affidabilità crescente, sono:
    • Autocertificazione (inserimento manuale della posizione)
    • Abilitazione della localizzazione via browser
    • Invio di un One Time Code (OTC) al domicilio
    • Invio di documenti (Fattura di un’utenza domestica o certificato di residenza)

 

Come vengono gestiti e conservati i dati ricevuti?

Per noi la privacy degli utenti è un valore molto importante. Ciascun Individuo può modificare le impostazioni riferite alla visualizzazione pubblica dei propri dati attraverso la propria pagina di configurazione.
Per maggiori informazioni consultare la pagina Privacy Policy.

Creare un progetto per raccogliere fondi in criptovalute su Helperbit

Le donazioni in criptovalute sono in crescita esponenziale ed è previsto che questo metodo di pagamento diventerà sempre più importante per l’intero settore della beneficenza. Su Helperbit le organizzazioni non profit possono avvicinarsi a questo nuovo strumento e creare innovative campagne di raccolta fondi.

 

Che cos’è un progetto di raccolta fondi?

Un progetto è un’iniziativa avviata da una Organizzazione no profit, un’Azienda o da un Ente Pubblico con il fine di raccogliere fondi per l’esecuzione di una o più attività sociali.

 

Come si crea un progetto di raccolta fondi su Helperbit?

Un progetto si crea all’interno del profilo utente: dalla pagina “miei progetti” è possibile gestire progetti precedentemente creati o aprirne di nuovi. Solo i 3 soggetti sopra menzionati sono abilitati a fare questa operazione.

Le informazioni di base da inserire per creare un nuovo progetto sono: Titolo, Descrizione, Obiettivo di raccolta (da fissare in Euro, Dollari o Bitcoin) e assegnare il Portafoglio Bitcoin di riferimento su cui convergerà il ricavato. Tutte le componenti testuali sono facoltativamente inseribili in Italiano, Inglese e Spagnolo.
Se il progetto è relazionato ad un disastro naturale è possibile associare il progetto alla specifica calamità già avvenuta. In alternativa, è richiesto di selezionare uno o più Paesi in cui il progetto opererà.
Successivamente viene richiesto di dettagliare l’elenco delle attività, cioè una lista di obiettivi, prodotti e servizi che permetteranno la realizzazione del progetto. E’ consigliato caricare un documento (fattura o preventivo) per ogni attività, poichè progetti più dettagliati hanno una maggiore possibilità di ricevere donazioni. Infine l’utente ha la possibilità di caricare del materiale multimediale, fornendo ulteriori elementi di valutazione al donatore.

 

Quali sono i principali vantaggi?

Le iniziative solidali dove è possibile donare in bitcoin e criptovalute sono ancora poche. Ciò offre l’opportunità di ottenere maggiore visibilità rispetto ai tradizionali canali di fundraising, oltre a focalizzarsi su un target di donatori completamente nuovo.
Le donazioni avvengono in maniera diretta P2P ed i creatori dei progetti possono subito utilizzare i fondi raccolti.
Aggiungere questo metodo di pagamento ed operare con le criptovalute permette di offrire trasparenza dei flussi economici ed ottenere un significativo ritorno d’immagine.

 

Chi può creare un progetto di raccolta fondi?

Organizzazioni no profit, Aziende ed Enti Pubblici possono creare progetti. I progetti non sono subito visibili pubblicamente, ma devono essere prima esaminati ed approvati dalla piattaforma.

 

Leggi anche: Effettuare una Donazione su Helperbit

Effettuare una Donazione su Helperbit

Ci sono diversi modi in cui effettuare una donazione su Helperbit: è possibile donare utilizzando Bitcoin, Litecoin, Ethereum e altre 19 criptovalute, ma sono accettati anche pagamenti tramite carta di credito, debito e prepagata.

 

Come funzionano le donazioni?

Su Helperbit è possibile donare ai progetti solidali presenti sulla piattaforma o agli utenti colpiti da una calamità naturale. In entrambe i casi è presente un widget, che fornisce diversi metodi di pagamento e guida il donatore nella procedura.

 

Come donare in bitcoin senza essere registrati?

E’ possibile donare in bitcoin cliccando sul bottone “Dona”, inserendo la cifra che si desidera donare e selezionando “bitcoin” come metodo di pagamento. Una volta completato questo passaggio compare il Codice QR contenente le informazioni necessarie (indirizzo a cui donare e importo da versare); in alternativa è possibile copiare il solo indirizzo bitcoin ed impostare manualmente sul proprio portafoglio l’ammontare desiderato.

 

Come donare altre criptovalute?

Grazie alla collaborazione con Flyp.me, è possibile donare utilizzando una delle 21 altcoin disponibili: Ethereum, Litecoin, Dash, Zcash, DogeCoin, Syscoin, PeerCoin, BlackCoin, GameCredits, Decred, Flyp Token, Pivx, Basic Attention Token, BLOCKv, Aidcoin, DAI, Groestlcoin, Augur, VertCoin, Ox, VeChain.
Una volta che il servizio ha ricevuto la criptovaluta, l’intera operazione di conversione viene svolta in modo automatico e nel giro di alcuni minuti, permettendo al donatore di seguire il cambio in tempo reale ed il successivo invio della cifra equivalente in bitcoin al destinatario finale.

Ulteriori informazioni su questo metodo di pagamento: Helperbit si apre alle altcoin, da oggi donazioni possibili anche in Ethereum, Litecoin e molte altre criptovalute

 

Come donare in bitcoin utilizzando il tuo account su Helperbit?

Per prima cosa è necessario creare il proprio portafoglio in Helperbit ed inviare bitcoin (o frazioni di esso) all’indirizzo creato.
Una volta che si ha un saldo positivo la procedura è semplice e sicura: dopo aver selezionato il beneficiario, viene solo richiesto l’inserimento della passphrase per confermare l’invio della donazione.

 

Come donare con carta di credito?

Il processo è molto semplice, simile alle normali procedure di pagamento online; nel widget è necessario cliccare su “carta di credito/debito” e tramite un’interfaccia intuitiva il donatore viene guidato nei vari passaggi, senza la necessità di doversi acquistare autonomamente i bitcoin corrispondenti alla cifra da donare. La donazione viene automaticamente convertita in bitcoin ed inviata direttamente al beneficiario scelto.

Ulteriori informazioni su questo metodo di pagamento: Tracciabilità delle donazioni, da oggi su Helperbit si può donare con le carte bancarie

Portafoglio Bitcoin Multifirma

Descrizione del portafoglio bitcoin utilizzato in Helperbit e delle sue caratteristiche per le diverse tipologie di utente.

 

Che cos’è un portafoglio bitcoin multifirma?

Un portafoglio bitcoin, traduzione di wallet, è un software creato per custodire la moneta matematica (chiamata anche criptovaluta) e può essere assimilato per analogia ad un conto corrente bancario, dove l’indirizzo bitcoin corrisponde all’IBAN e la password di accesso (qui chiamata passphrase, costituita da 12 parole) è unica e generata al momento della creazione del portafoglio.
In Helperbit non è necessario scaricare nessun software, in quanto la procedura di generazione della passphrase avviene sul proprio browser (client-side).

La caratteristica di questo portafoglio è di essere non-custodial e multifirma (M di N): a fronte della creazione di un numero N di passphrase di accesso, per ogni transazione viene richiesto l’inserimento di M passphrase (numero minore di quante generate). Helperbit gestisce una sola passphrase, che non gli conferisce nessun potere decisionale autonomo.
Questo incrementa la sicurezza del portafoglio, proteggendolo sia da errori interni (perdita di una passphrase o scrittura errata di essa), sia da attacchi esterni da parte di malintenzionati.

 

Tipologie di portafogli bitcoin in Helperbit

Per le Organizzazioni no profit ed Enti Pubblici i portafogli bitcoin sono della tipologia 3 di 4, con 3 passphrase gestite dall’organizzazione ed una in mano ad Helperbit, come backup. Sono necessarie 3 passphrase per poter effettuare transazioni, quindi l’Utente è in grado di operare autonomamente. Helperbit invece, con una sola chiave, non può accedere ai fondi.

Per i Singoli Utenti e le Aziende i portafogli bitcoin sono della tipologia 2 di 3, con 2 passphrase in gestione all’Utente o Azienda ed una ad Helperbit, come backup. Sono necessarie 2 passphrase per poter effettuare transazioni, quindi l’Utente è in grado di operare autonomamente. Helperbit invece, con una sola chiave, non può accedere ai fondi.

Per venire incontro alle necessità di un ente o organizzazione, su richiesta è possibile generare un portafoglio bitcoin con un numero personalizzato di passphrase.

 

Sicurezza del portafoglio

Durante il processo di creazione del portafoglio viene richiesto di scaricare un file di backup. E’ importante conservarlo consapevolmente, in quanto consente di recuperare i fondi. Anche le 12 parole che costituiscono la passphrase devono essere messe al sicuro, non facilmente accessibili da altre persone: si consiglia di non conservarle sul computer, se non in maniera sicura, ma di scriverle su più copie cartacee. In caso di smarrimento di una copia si è ancora in possesso della passphrase.

In caso vengano perse più di una passphrase, l’accesso al portafoglio risulta compromesso. Né Helperbit né il network Bitcoin hanno il potere di recuperare i fondi, in quanto solo l’Utente è proprietario del suo portafoglio.

 

Come recuperare i fondi se hai perso una passphrase

Helperbit ha sviluppato un servizio open source per il recupero dei fondi in caso di perdita di una passphrase.
Clicca qui e compila i moduli con le informazioni richieste. In caso di problemi scrivi una mail a info@helperbit.com, inserendo come oggetto “Recupero del portafoglio”.

Leggi anche: Il Manifesto di Helperbit

Il Manifesto di Helperbit

Introduzione agli ideali che hanno portato alla nascita di Helperbit, il ruolo della tecnologia blockchain nella piattaforma di tracciabilità delle donazioni e le ambizioni della startup.

 

Visione

Le criptovalute hanno rimesso in discussione molti concetti considerati solidi, portando cambiamenti radicali in molti aspetti della società; hanno dimostrato che è possibile ribaltare status secolari e ci portano anche a ridefinire i ruoli di istituzioni che ritenevamo inattaccabili.
E’ il concetto di fiducia che prende una nuova connotazione, non dovendosi più affidare arbitrariamente ad un soggetto terzo, ma alla matematica. Sì, perchè la blockchain, il cuore di bitcoin, opera secondo leggi matematiche.

Helperbit nasce proprio da un’esigenza precisa: riportare fiducia nel settore della beneficenza ed assicurativo, dove la mancanza di trasparenza ha portato i cittadini a diffidare di certe istituzioni.
Helperbit si pone come una startup dall’alto contenuto tecnologico, con una forte visione sociale ed innovativi aspetti di business.

 

La piattaforma

La piattaforma offre la possibilità di donare ad organizzazioni no profit, aziende ed enti pubblici che creano progetti solidali o a tutte quelle organizzazioni coinvolte nella gestione di un’emergenza umanitaria. Anche i singoli individui registrati possono ricevere donazioni, ma solo qualora siano direttamente colpiti da una calamità naturale. Ciò offre ai cittadini un duplice vantaggio nell’iscriversi, in quanto possono essere sia donatori che beneficiari.
Le ONG beneficiano dell’uso di Helperbit perché, accettando criptovalute, si aprono ad un nuovo metodo di pagamento e se spendono i bitcoin ricevuti permettono al donatore di tracciare in tempo reale il percorso della propria donazione sulla blockchain fino alla fine.

La blockchain di bitcoin si pone come tecnologia cardine della piattaforma, l’unico strumento pubblico in grado di offrire il monitoraggio di flussi economici senza dipendere da un ente centrale.
Il servizio mutualistico, che permette di assicurare i danni collaterali causati da calamità naturali, verrà rilasciato a breve.

 

Il modello di business

Il connubio tra sociale e business è evidente nella duplice natura della piattaforma: alcuni servizi sono pensati per essere gratuiti, mentre altri più avanzati sono a pagamento.

L’obiettivo è quello di mantenere gratuito per sempre l’accesso per singoli individui, organizzazioni no profit ed enti statali, permettendogli di utilizzare gli strumenti base messi a disposizione da Helperbit. In aggiunta, poiché la startup non intende guadagnare in maniera diretta sulle donazioni, che possono servire ad aiutare persone in difficoltà, non è prevista l’applicazione di costi aggiuntivi sulle transazioni relative alle donazioni. Questo significa che, al netto delle commissioni richieste dal network e dai provider dei servizi, il 100% dei contributi arriverà ai beneficiari selezionati.

Da dove guadagna il servizio? La volontà di mantenere accessibile la parte donativa ha portato la startup a lavorare su 3 flussi di guadagno: consulenza tecnologica per player finanziari ed industriali; sviluppo di servizi aggiuntivi a pagamento per ONG; sviluppo di un servizio mutualistico a pagamento contro calamità naturali.

Helperbit si apre alle altcoin, da oggi donazioni possibili anche in Ethereum, Litecoin e molte altre cryptovalute

Grazie all’integrazione dell’exchange istantaneo Flyp.me, annunciato a settembre con il comunicato stampa, da oggi è operativa la donazione tramite altcoins.

L’exchange, che ha incrementato a 15 il numero di altcoin supportate, risulta disponibile per donazioni in Ethereum, Litecoin, Dash, Zcash, DogeCoin, Syscoin, PeerCoin, BlackCoin, GridCoin, FairCoin, GameCoin, Decred, Flyp Token, Pivx e CreativeCoin.

Il servizio ultimamente ha anche annunciato il supporto a SegWit per Bitcoin e Litecoin.

Seguendo una procedura guidata e semplice è possibile selezionare la criptovaluta di riferimento ed inviare l’ammontare scelto al progetto che più desideriamo. Una volta che il servizio ha ricevuto la criptovaluta l’intera operazione di conversione viene svolta in modo automatico e nel giro di alcuni minuti, permettendo al donatore di seguire il cambio in tempo reale ed il successivo invio della cifra equivalente in bitcoin al destinatario finale.

Questa integrazione permette ai beneficiari di non doversi aprire un portafoglio per ogni moneta, ma di raccogliere tutti i contributi come se fossero in bitcoin e poter offrire la trasparenza dei flussi economici su un’unica blockchain, aggregando le informazioni.

Italian Parliament

Donazioni trasparenti con Blockchain, lancio ufficiale di Helperbit nel Parlamento Italiano

Roma, 29 novembre 2017 – Donare in maniera trasparente, sapendo esattamente come sono stati spesi i fondi e monitorando in tempo reale il percorso del denaro, può sembrare utopia, ma è da oggi realtà.

Helperbit annuncia il lancio pubblico della piattaforma per donazioni trasparenti in occasione dell’evento “Finanziare il sociale con la Blockchain”, tenuto alla Camera dei Deputati presso Palazzo Montecitorio. Il servizio offre la possibilità di donare a organizzazioni no profit che sviluppano progetti solidali e ad enti coinvolti nella gestione delle emergenze, offrendo trasparenza finanziaria certificata.

I flussi economici in gioco sono visibili e tracciati tramite Blockchain, mentre le donazioni possono essere effettuate con carta di credito e debito oppure utilizzando direttamente bitcoin.

Per gli individui il vantaggio nell’iscriversi alla piattaforma è duplice: oltre a monitorare i propri fondi versati, i singoli utenti registrati possono ricevere donazioni dirette da tutto il mondo qualora vengano colpiti da una calamità. Per ogni disastro naturale infatti le persone iscritte e residenti nell’area interessata vengono automaticamente mostrate come possibili beneficiari.

La startup ha aiutato Legambiente a raccogliere 9.5 bitcoin (oltre 50 mila euro al cambio attuale) in occasione della campagna “La rinascita ha il cuore giovane”, ideata per aiutare giovani imprenditori colpiti dal terremoto nel Centro Italia. Sono già presenti sulla piattaforma anche altre organizzazioni, tra cui Associazione Crocerossine d’Italia Onlus, World Arctic Fund E.V., Emergenza Sorrisi Onlus, China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation, Swiss Re Foundation, SOS Terra Onlus, BlockchainEdu,  Comitato Aperto Emergenza Homeless – Un sacco di Vita e La casa di sabbia – Onlus.

Guido Baroncini Turricchia, CEO in Helperbit, dichiara: “La Blockchain si pone come la chiave di volta di un sistema che ambisce a trasformare l’intero mondo della beneficenza e sull’onda di questo cambiamento Helperbit vuole diventare un punto di riferimento, sviluppando nuovi strumenti per facilitare l’accesso alla tecnologia anche ai non addetti ai lavori.”

Il mondo della beneficenza ha da oggi nuovi ambasciatori: a far sentire la propria voce saranno tutti quei donatori che si metteranno in gioco in prima persona per incrementare l’impatto sociale delle donazioni solidali.

 

Contatti

info@helperbit.com

parliament

Blockchain e ICO, nel Parlamento Italiano si parla di criptomonete

Si è tenuta ieri nella sala Aldo Moro di Montecitorio, alla Camera dei Deputati, la terza conferenza a tema crittovalute e blockchain.
L’evento era mirato all’analisi dei nuovi strumenti di finanziamento utilizzati da progetti innovativi e alla presentazione di startup che già integrano la blockchain nei loro servizi.

La conferenza è stata organizzata dall’Onorevole Marco Baldassarre, già da tempo impegnato su questa tematica, e fa seguito ai due precedenti incontri in cui erano state esposte le testimonianze delle associazioni di categoria presenti sul suolo italiano (Assobit, Blockchain Education Network Italia, Bitcoin Foundation Puglia) e di altre startup operanti nel mondo bitcoin.

La prima sessione ha visto come speaker Stefano Capaccioli, Presidente di Assobit e cofondatore di Coinlex, che ha portato all’attenzione gli aspetti giuridici e normativi delle ICO, Initial Coin Offering, le nuove forme di crowdfunding fatte tramite l’erogazione di token o coin.
Questo dirompente fenomeno ha portato alla raccolta di € 1,13 miliardi di investimenti tramite ICO solo nei primi 6 mesi di quest’anno, da compararsi ai € 235 milioni raccolti tramite canali standard (Venture Capital). Poiché la natura di questo strumento non è ancora definita, gli approcci legislativi degli stati è diversa. Capaccioli ha dunque esposto la posizione della SEC americana, dell’autorità monetaria di Singapore, di quella canadese e cinese e le questioni ancora non risolte.
Il secondo speaker, Andrea Medri, ha raccontato la sua esperienza come imprenditore nel campo cripto. Medri è CFO di The Rock Trading, il più longevo exchange bitcoin ancora operativo, attivo dal 2011.

Sono seguiti nella seconda sessione gli interventi di Claudio Parrinello, Federico Tenga e Guido Baroncini Turricchia.
Il primo sta lavorando con altri 4 imprenditori che hanno già avuto esperienze di startup alle spalle al lancio di UNICO, un progetto che ha l’obiettivo di ricreare la scarsità digitale dei pezzi da collezione. La startup sta avviando una ICO sulla piattaforma slovena cofound.it.
Federico Tenga, COO di Chainside, ha descritto l’esperienza della loro startup ed i servizi offerti (il taxi pagabile in bitcoin), soffermandosi però sul motivo per cui hanno scelto di non fare una ICO. Secondo Tenga sussistono problematiche spesso sottovalutate da chi porta avanti queste iniziative, in particolare la maturità delle infrastrutture blockchain sulle quali ci si appoggia non offre le adeguate garanzie e sul piano business molti progetti forzano l’emissione di nuovi token pur non essendoci i requisiti necessari. Questo strumento viene comunque ritenuto interessante e dalle grandi potenzialità.
Infine Guido Baroncini Turricchia ha presentato la startup Helperbit, che utilizza la blockchain per portare la trasparenza nelle donazioni. La piattaforma permette di monitorare il percorso dei flussi economici e si pone come uno strumento di contrasto all’opacità ed inefficienze, al fine di riportare la fiducia nei donatori.
Il CEO di Helperbit ha illustrato la raccolta fondi avviata con Legambiente, che ha portato alla raccolta di oltre € 30 mila in bitcoin. Questi fondi sono stati destinati a giovani imprenditori colpiti dal sisma nel centro Italia e grazie alla blockchain è possibile analizzare come il denaro è stato speso. Anche Turricchia si è soffermato sulle problematiche di fare una ICO, evidenziando gli aspetti di sicurezza, l’impegno richiesto, il mercato ed il modello di token.

Questa conferenza è un importante segnale che la politica italiana dà nei confronti di chi è a stretto contatto con tecnologie innovative. Si auspica che il percorso divulgativo nelle sedi parlamentari continui con tale costanza ed i regolamentatori acquistino la conoscenza necessaria per affrontare le future decisioni con la giusta consapevolezza.

La diretta streaming, che ha ottenuto oltre 3000 visualizzazioni solo durante l’evento, è disponibile a questo link (in italiano): https://www.facebook.com/ecodaipalazzi/videos/vb.902415833206624/1418920911556111/?type=3&theater

flyer conference

Helperbit collabora con Flyp.me per supportare le donazioni in altcoin

Partnership Flyp.me
Roma, 25 Settembre 2017 – Helperbit srl è lieta di comunicare la nascita della collaborazione con Flyp.me, al fine di offrire ai donatori nuove modalità di pagamento. L’integrazione di Flyp.me permetterà infatti di donare nella piattaforma Helperbit utilizzando ETH, LTC, DOGE, DASH, FAIR, GAME, DCR, ZEC, SYS, PPC, BLK, GRC e le altre cryptomonete che verranno inserite da Flyp.me grazie alle proposte e voti dei possessori di tokens Flyp.me (FYP).

La conversione su Helperbit sarà istantanea e non sarà necessaria nessuna ulteriore registrazione. Una volta inviata la cryptomoneta desiderata, la conversione automatica in Bitcoin verrà effettuata al tasso di cambio corrente e la transazione diretta verso il beneficiario sarà visibile; rendendo quindi possibile il tracciamento in tempo reale del proprio contributo.

Entrambi i team di sviluppo stanno collaborando in questi giorni per finalizzare l’integrazione delle due piattaforme dopo aver già effettuato con successo le prime donazioni in cryptomoneta in ambiente di testnet.

L’integrazione verrà completata nelle prossime settimane, con il lancio ufficiale di questo nuovo strumento.

Guido Baroncini Turricchia, CEO in Helperbit dichiara: “Considerando l’importanza che stanno acquisendo le altcoin nel mercato digitale, abbiamo ritenuto opportuno estendere  il servizio di donazione anche a queste crescenti comunità, mantenendo inalterata la garanzia di tracciabilità e trasparenza; l’obiettivo di Helperbit è migliorare ed estendere il servizio di donazione per raggiungere sempre più persone bisognose e ciò è possibile grazie all’integrazione di queste innovazioni.”

Francesco Simonetti, CEO di Flyp.me, commenta: “Siamo orgogliosi di collaborare con Helperbit fornendo l’integrazione con il nostro servizio. Crediamo sia essenziale aiutare le ONG ad accettare donazioni in cryptomonete e grazie a Flyp.me e Helperbit cio’ sara’ possibile con 13 cryptomonete. Flyp.me e’ adesso in una fase raccolta fondi attraverso la comunita’ a seguito della quale un numero maggiore di cryptomonete verranno integrate.”

Informazioni su Helperbit
Helperbit srl è una startup innovativa italiana, P. IVA 13844091002, che permette di donare alle ONG o a chi è colpito da un’emergenza e di monitorare il percorso dei flussi economici utilizzando la tecnologia blockchain. La startup è stata selezionata per il programma di accelerazione Blockchain Space, ha vinto diverse competizioni italiane ed europee (iBank Challenge, Graz Blockchain Startup Contest, GTEC Blockchain Contest, D10e Startup Contest) ed è stata inserita tra i 100 progetti innovativi per il World Humanitarian Summit delle Nazioni Unite.
https://helperbit.com

Informazioni su Flyp.me
Flyp.me è l’exchange crypto-to-crypto più veloce e privato che non richiede alcuna registrazione. Permette gia’ lo scambio di 13 cryptomonete ed e’ sviluppato dal team di HolyTransaction, il primo web wallet a supportare Ethereum e uno dei primi wallet multi-crypto. Flyp.me sta raccogliendo fondi tramite un ICO per migliorare ed espandere il servizio e al tempo stesso completare la roadmap di sviluppo e decentralizzazione. I contribuenti all’ICO ricevono FYP tokens con benefici come la condivisione del 50% dei profitti, la possibilita’ di proporre nuove funzioni o cryptomonete e votare cambiamenti chiave.
https://flyp.me

Contatti
info@helperbit.com
hello@flyp.me